Manchmal gibt es schöne gemeinsame Zeitreisen. Wir haben das Auto im Tal in Ober-Wesel stehen lassen und sind den steilen Berg nach oben zum Fachwerkhaus gelaufen.

nicht nur ein gemeinsames Reisetagebuch
Manchmal gibt es schöne gemeinsame Zeitreisen. Wir haben das Auto im Tal in Ober-Wesel stehen lassen und sind den steilen Berg nach oben zum Fachwerkhaus gelaufen.

Trier è una cittadina incredibile,sospesa nel tempo. Per noi,che abitiamo a Roma,è stato un po’ strano vedere rovine romane così a nord in Europa.
La “Porta nigra”, che ci accoglie nella città,ha qualcosa di magico,sembra una porta incantata,perlomeno a me che di porte Romane ne ho viste diverse ma mai una così annerita,come bruciacchiata da un incendio, o più verosimilmente dai segni del tempo (Matthias mi spiega che è una pietra sabbiosa,che contiene Ferro e per questo con il tempo si ossida,quindi niente incendi e niente magie).
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Due piani di archi,visitabile all’interno,un’esperienza unica che a Roma non avevo mai fatto.E i gladiatori,che accompagnano i visitatori per una visita guidata (no,niente foto,niente selfie,niente gladiatori un po’ invadenti come davanti al Colosseo può capitare di trovare.
Le biciclette riposano nel garage del piccolo albergo a due passi,perciò ci dirigiamo a piedi alla scoperta di Trier,e capiamo che dovremo condensare tutte le esperienze in un pomeriggio,ce lo faremo bastare!Per fortuna il receptionist dell’albergo,(il proprietario?) un anziano e distinto signore,gentilissimo,con grandi occhi e sorrisi,che si
muove lentissimamente nella sua divisa
(camicia bianca e pantalone e scarpe stringate nere) ci ha regalato una mappa della città. E insieme,armati di penna cellulare e mappa iniziamo la lista delle cose che vogliamo-riusciremo a vedere:l’anfiteatro rimane purtroppo fin da
subito fuori dall’elenco (Trier,non volermene ma l’Anfiteatro Flavio ci basta..). E iniziamo la nostra visita,dal Trierer Dom. Da fuori è molto bello, ma dentro è magnifico. Pare che vi sia conservata la tunica di Gesu’, con la particolarità (e questo lo
ammetto mi ha fatto un po’ sorridere..che è un unico pezzo di stoffa senza cuciture- come se essere appartenuta a Gesu’ ed essere arrivata a noi dopo duemila anni non fosse una particolarità sufficiente. Ma tant’è. Non so dire come sia fatta questa tunica perché è conservata in una teca molto spessa,credo doppia,di vetro lavorato,il tutto dietro una fitta grata,lontana almeno 3 metri dalla teca. Insomma,impossibile sapere cosa ci sia conservato all’interno. Il chiostro all’esterno del Duomo,che insieme ad
un’ulteriore ambiente collega il Duomo stesso alla Chiesa adiacente,è un angolo di Paradiso. Non ho mai incontrato nessuno che come Matthias apprezzasse e amasse condividere la quiete e la luce di posti simili. E ci godiamo qualche minuto di tranquillità prima di tornare al nostro giro. Pausa pranzo veloce,ordiniamo la nostra amata birra analcolica,e per tutta risposta riceviamo un “Hefe oder Pils?”,invece dei soliti ghigni,le polemiche,i “la gente non la vuole” dei vari ristoranti,bar e pub in Italia ( Viterbo
e il New Age a Roma sono una bella eccezione). E poi ci tuffiamo nel Museo della storia di questa regione,che è molto grande e ben organizzato. Matthias dice che è un po’ in stile anni ‘90 come organizzazione delle nozioni,ma non è una nota negativa. Impariamo molte cose,una pioggia di nozioni,che dopo tre ore quasi ci lasciano la voglia di sederci,aprire Wikipedia,e continuare a leggere. La sete di imparare di Matthias è una delle cose che mi piace di più di lui,e in cui mi rivedo molto. E invece dobbiamo affrettarci verso la casa natale di Marx,che è stata un’altra bella sorpresa. È un’oasi di cultura,di lezioni di filosofia storia ed economia, con Marx al centro. Alcuni aspetti si intrecciano così bene con la nostra ultima lettura,Wu Ming- Proletkult che sembra fatto apposta. E invece credo sia solo una coincidenza,o forse fa parte della vita che le esperienze si intreccino così da sembrare magiche. Però trascorriamo quasi un’ora li’ dentro,ed io ne esco con la voglia di leggere “Il capitale”. Anche Matthias,che conosce Marx sicuramente più di me,è rimasto colpito da come il posto non sia ne‘ un mausoleo ne‘ un luogo di santificazione di Marx ma “semplicemente“ un luogo dove ricordare e far conoscere lui,la sua formazione e le sue opere..e le contraddizioni di quanti dopo di lui lo hanno sfruttato,usato come vessillo,come slogan,manipolando anche i suoi scritti,quando ritenuto utile..


Mitnehmen oder hier lassen, das ist die Frage? Nachdem ich stundenlang alles hin und her geschoben habe, sind die Taschen gepackt.

Das wunderschöne deutsche Wort „Vorfreude“,beschreibt perfekt meine Gefühle in diesem Moment..